Per il commercio di ricambi auto la Svizzera non richiede né una licenza generale di importazione né un’autorizzazione di commercio. Si costituisce una società, si affitta un magazzino e l’attività parte. A decidere se l’impresa regge un controllo o una causa sono tre corpi normativi che non compaiono in nessun piano d’impresa: l’approvazione del tipo per alcuni componenti, il diritto della sicurezza dei prodotti e il diritto del design.
I conti sono cambiati il 1° gennaio 2024, quando la Svizzera ha soppresso i dazi sui prodotti industriali. I ricambi attraversano ora la frontiera senza dazio, il che elimina la barriera storica e trasforma la classificazione giuridica del catalogo nel lavoro vero. Questa guida spiega quella classificazione e poi gli obblighi che seguono il pezzo dopo la vendita.
Indice
- Nessuna licenza, tre corpi normativi che contano
- Importare ricambi: dogana, IVA e origine
- I ricambi che richiedono marchio di conformità o attestazione
- Sicurezza dei prodotti: quando il commerciante diventa produttore
- Parti visibili e design: nessuna clausola di riparazione
- Vendere: garanzia, avviso dei difetti e vendita online
- Fornitori esteri: IVA svizzera e rappresentante fiscale
- Forma giuridica, magazzino e liquidità
- Gli errori di un’azienda di ricambi
Nessuna licenza, tre corpi normativi che contano
In Svizzera non esiste un registro professionale dei commercianti di ricambi né un requisito di diploma. La regolamentazione riguarda la merce e arriva da tre direzioni.
- Approvazione del tipo: l’ordinanza concernente l’approvazione del tipo di veicoli stradali (OATV, RS 741.511) elenca gli oggetti soggetti ad approvazione e quelli per cui basta un’attestazione.
- Sicurezza dei prodotti: la legge sulla sicurezza dei prodotti (LSPro, RS 930.11) si applica a ogni cosa mobile pronta all’uso e considera produttore il commerciante che vende con il proprio marchio.
- Diritto del design: la legge sul design (LDes, RS 232.12) conferisce al titolare di un design registrato il diritto di vietarne l’uso industriale, e il diritto svizzero non conosce alcuna clausola di riparazione.
Intorno a essi stanno il Codice delle obbligazioni per la garanzia e la legge sull’IVA per le forniture transfrontaliere. Nessuno richiede un permesso preventivo. Tutti decidono che cosa può entrare nel vostro catalogo.
Importare ricambi: dogana, IVA e origine
Dal 1° gennaio 2024 la Svizzera non preleva più dazi all’importazione sui prodotti industriali dei capitoli da 25 a 97 del Sistema armonizzato, qualunque sia l’origine della merce. I ricambi per veicoli stanno nel capitolo 87, quindi un pallet di dischi freno proveniente da Como, Stoccarda o Shenzhen entra senza dazio. I prodotti agricoli restano esclusi.
- L’IVA all’importazione resta dovuta, all’aliquota normale dell’8,1 per cento per la maggior parte dei beni, e viene recuperata come imposta precedente dall’azienda assoggettata. È una voce di liquidità, non un costo.
- La prova dell’origine non serve più per i prodotti industriali destinati a restare in Svizzera, ma resta necessaria per la riesportazione e per il cumulo dell’origine.
- La tariffa è stata semplificata lo stesso giorno: le voci sono passate da 9114 a 7511.
Un rivenditore ticinese che fornisce un cliente in Lombardia sta riesportando, e gli serve la documentazione che al commercio puramente locale non serve.
Importante
Dazio zero non significa formalità zero. La dichiarazione doganale resta, l’IVA all’importazione va anticipata e la merce deve essere lecita sul mercato svizzero. Il filtro si è spostato dalla tariffa al dossier del prodotto, ed è proprio lì che un importatore impreparato non ha nulla da mostrare.
I ricambi che richiedono marchio di conformità o attestazione
È la classificazione che decide il catalogo. Secondo l’art. 3 OATV, gli oggetti menzionati nell’allegato 1 sono soggetti all’approvazione del tipo. Due disposizioni attenuano poi sensibilmente la regola.
Secondo l’art. 4 cpv. 5 OATV, i componenti di veicoli, gli oggetti d’equipaggiamento e i dispositivi di protezione che recano un marchio di conformità dell’UE, della UNECE o dell’OCSE sono dispensati dall’approvazione del tipo effettuata in Svizzera. Secondo il cpv. 6, altri marchi esteri sono dispensati se l’Ufficio federale delle strade li riconosce almeno equivalenti. E secondo il cpv. 7, per gli oggetti dell’allegato 1 n. 2 basta una valutazione, un’attestazione di conformità o un rapporto d’esame rilasciato da un organo di perizia riconosciuto.
| Gruppo | Oggetti interessati |
|---|---|
| Illuminazione (2.1) | Dispositivi di illuminazione e avvisatori ottici, dispositivi di inserimento automatico delle luci, dispositivi antiabbagliamento, catarifrangenti prescritti |
| Segnalazione (2.2) | Triangoli di segnalazione, lampeggiatori, avvisatori acustici |
| Altri sistemi (2.3) | Silenziatori e catalizzatori di ricambio non già approvati con il veicolo, tachigrafi e accessori, recipienti a gas, valvole, dispositivi di sicurezza e fissaggi, dispositivi antisdrucciolevoli riconosciuti come catene da neve, sistemi di ritenuta per bambini, limitatori di velocità obbligatori, caschi per motociclisti, cinture di sicurezza per autovetture e relativi punti d’ancoraggio, cabine e archi di sicurezza agricoli, impianti di radiocomunicazione, parti dell’elettronica del veicolo che influiscono su gas di scarico, rumore o potenza e non corrispondono al modello approvato |
Confrontate quell’elenco con i vostri ordini e la regola pratica emerge. Un pezzo europeo con marchio UNECE passa. Lo stesso pezzo acquistato fuori da quei sistemi richiede un’attestazione prima di poter essere offerto. E una centralina rimappata che modifica emissioni, rumore o potenza rientra nel gruppo 2.3 qualunque cosa dica la scheda commerciale del fornitore.
La vostra azienda di ricambi in Svizzera
Il catalogo è un documento giuridico prima di essere un listino
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Sicurezza dei prodotti: quando il commerciante diventa produttore
La maggior parte dei commercianti di ricambi ritiene che la sicurezza del prodotto sia un problema del fabbricante. Il diritto svizzero lo smentisce in due situazioni precise.
Secondo la legge sulla sicurezza dei prodotti, un prodotto è ogni cosa mobile pronta all’uso, e resta tale anche se viene consegnata al destinatario in pezzi da installare o assemblare. I ricambi sono quindi prodotti a pieno titolo. La legge considera inoltre produttore chi si presenta come tale apponendo il proprio nome, il proprio marchio o un altro segno distintivo, e chi rappresenta un fabbricante con sede fuori dalla Svizzera.
- Vendita a marchio proprio: una scatola stampata con il vostro logo vi rende produttori del contenuto, con il dovere di fornire la prova della conformità e di sorvegliare i rischi.
- Rappresentanza esclusiva: agire come braccio svizzero di un fabbricante estero comporta gli stessi obblighi.
- Ricondizionamento: chi ricondiziona un prodotto o ne altera in altro modo le caratteristiche di sicurezza ne diventa il produttore, il che copre motorini d’avviamento, alternatori e turbocompressori revisionati.
Il criterio di fondo è che il prodotto presenti un rischio nullo o minimo per la salute o la sicurezza in un uso normale o ragionevolmente prevedibile. Chi lo immette in commercio deve poter fornire la prova della conformità. E dopo la vendita, l’art. 8 impone misure adeguate per sorvegliare i rischi, la collaborazione alla tracciabilità, l’esame dei reclami e la comunicazione immediata all’organo di esecuzione competente di ogni rischio accertato con le misure correttive.
Parti visibili e design: nessuna clausola di riparazione
È qui che il mercato svizzero si separa da quello europeo, e raramente viene spiegato.
Secondo l’art. 9 cpv. 1 LDes, il diritto sul design conferisce al titolare la facoltà di vietare a terzi di usare il design a scopi industriali, intendendosi per uso segnatamente la fabbricazione, l’immagazzinamento, l’offerta, la messa in circolazione, l’importazione, l’esportazione, il transito e il possesso a tali scopi. Il cpv. 1bis va oltre: il titolare può vietare l’importazione, l’esportazione e il transito di merci fabbricate industrialmente anche quando avvengono a scopi privati.
Una lettura integrale della legge consolidata non mostra alcuna clausola di riparazione né eccezioni per i ricambi. Dove l’Unione europea consente di produrre parti visibili di ricambio a fini di riparazione, il diritto svizzero le lascia nel monopolio del titolare se il design è registrato. Le parti più interessate sono quelle di carrozzeria, i corpi dei fari e i cerchi.
Due limiti temperano la regola. La protezione è esclusa quando le caratteristiche del design derivano esclusivamente dalla funzione tecnica del prodotto, il che copre le parti puramente funzionali come pastiglie dei freni o filtri. E il diritto nasce soltanto con l’iscrizione nel Registro dei design, per cinque anni dal deposito, prorogabili quattro volte fino a venticinque anni.
Consiglio di RISTER
Consultate il Registro dei design prima di inserire parti di carrozzeria visibili e conservate l’esito della ricerca. Il rivenditore che può dimostrare che nessun design registrato copre la referenza ha una risposta; chi non ha mai guardato non ne ha alcuna, e il titolare può intervenire già su importazione e transito, prima che venga venduto un solo pezzo.
Vendere: garanzia, avviso dei difetti e vendita online
Il diritto svizzero della compravendita è breve e severo. Il venditore risponde delle qualità promesse e dell’assenza di difetti che tolgano o riducano sensibilmente il valore o l’idoneità della cosa, e ne risponde anche se li ignorava. Il compratore deve verificare la merce appena lo consenta l’ordinario andamento degli affari e notificare i difetti senza indugio.
Le azioni per i difetti si prescrivono in due anni dalla consegna al compratore. Quando la cosa è destinata all’uso personale o familiare del compratore e il venditore agisce a titolo professionale, è nulla ogni clausola che riduca il termine a meno di due anni, o a meno di un anno per le cose usate. Un’officina che acquista per rivendere si trova in una posizione diversa da un cliente privato, e le condizioni di vendita devono distinguerli.
La vendita online aggiunge un livello: il diritto svizzero non prevede un diritto legale di recesso nella vendita a distanza, quindi le condizioni generali sono il contratto. Si applicano inoltre le regole sull’indicazione dei prezzi, e il prezzo esposto deve essere quello effettivamente dovuto.
Fornitori esteri: IVA svizzera e rappresentante fiscale
Un fornitore con sede all’estero che consegna a clienti svizzeri con dazi e imposte pagati diventa assoggettato all’IVA svizzera e necessita di regola di un rappresentante fiscale con sede in Svizzera. A differenza di vari ordinamenti europei, il diritto svizzero non rende quel rappresentante solidalmente responsabile dell’imposta, ed è ciò che rende il mandato praticabile. Il nostro servizio di rappresentante fiscale IVA copre questa situazione.
Per il rivenditore svizzero la questione pratica è l’incoterm. Se il fornitore estero consegna con imposte pagate, l’obbligo IVA è suo e va risolto prima della prima spedizione. Se importa il rivenditore svizzero, l’IVA all’importazione è sua, la anticipa e la recupera. Fissarlo nel contratto di fornitura evita che il fornitore scopra l’obbligo mesi dopo e ne riversi il costo.
Forma giuridica, magazzino e liquidità
La Sagl, con 20 000 franchi di capitale, si adatta a un commercio costruito su una gamma ristretta e un magazzino contenuto. La società anonima, con 100 000 franchi di cui almeno 50 000 liberati, diventa rilevante quando investitori esterni finanziano le scorte o quando un contratto di distribuzione richiede una certa solidità. Entrambe si costituiscono per atto pubblico e si iscrivono nel registro di commercio, secondo il Codice delle obbligazioni.
Il profilo finanziario di questa attività è dominato dalle scorte, non dal margine. Le referenze si moltiplicano più in fretta del fatturato, gli articoli a bassa rotazione invecchiano in silenzio a scaffale e l’IVA all’importazione viene anticipata su ogni spedizione prima che la merce sia venduta. Tre abitudini tengono la situazione sotto controllo: una politica di valutazione delle scorte applicata con coerenza dal primo esercizio, una politica scritta di resi e garanzia concordata con i fornitori invece che improvvisata caso per caso, e un monitoraggio mensile della posizione IVA perché l’imposta precedente recuperabile non resti immobilizzata.
Gli errori di un’azienda di ricambi
Il primo è leggere dazio zero come assenza di obblighi. Restano la dichiarazione, l’IVA all’importazione e la liceità della merce.
Il secondo è costruire un catalogo senza classificare l’allegato 1 n. 2. Illuminazione, segnalazione, silenziatori e catalizzatori di ricambio, sistemi di ritenuta per bambini ed elettronica motore non sono merce ordinaria.
Il terzo è la scatola a marchio proprio, che trasforma un distributore in produttore ai sensi della sicurezza dei prodotti.
Il quarto è applicare alla Svizzera la clausola di riparazione europea. Qui non esiste, e il titolare può intervenire su importazione e transito.
Il quinto è ridurre la garanzia sotto i due anni nelle vendite ai privati, clausola semplicemente nulla.
Il sesto è lasciare che un fornitore estero consegni con imposte pagate senza chiarire chi si assoggetta all’IVA svizzera.
FAQ: aprire un’azienda di ricambi auto in Svizzera
Serve una licenza per vendere ricambi auto in Svizzera?
No. Non esistono né una licenza generale di importazione né un’autorizzazione di commercio per i ricambi. Si applicano regole legate al prodotto: approvazione del tipo o attestazione per gli oggetti dell’allegato 1 dell’ordinanza concernente l’approvazione del tipo di veicoli stradali, la legge sulla sicurezza dei prodotti per ogni pezzo e la legge sul design per le parti visibili coperte da un design registrato.
Si pagano dazi sui ricambi importati in Svizzera?
No. Dal 1° gennaio 2024 la Svizzera ha soppresso tutti i dazi all’importazione sui prodotti industriali dei capitoli da 25 a 97 del Sistema armonizzato, che comprendono i ricambi per veicoli, qualunque sia l’origine. L’IVA all’importazione resta dovuta all’8,1 per cento per la maggior parte dei beni e viene recuperata come imposta precedente.
Quali ricambi richiedono un’attestazione in Svizzera?
Quelli elencati nell’allegato 1 n. 2 dell’OATV: dispositivi di illuminazione e avvisatori ottici, triangoli, lampeggiatori e avvisatori acustici, silenziatori e catalizzatori di ricambio, tachigrafi, recipienti a gas, catene da neve, sistemi di ritenuta per bambini, limitatori di velocità, caschi, cinture e ancoraggi, impianti di radiocomunicazione ed elettronica motore che influisce su emissioni, rumore o potenza. Bastano una valutazione, un’attestazione o un rapporto di un organo riconosciuto, e un marchio UE, UNECE o OCSE dispensa dall’approvazione del tipo svizzera.
Chi vende ricambi con il proprio marchio risponde della loro sicurezza?
Sì. Secondo la legge sulla sicurezza dei prodotti è produttore chi si presenta come tale apponendo il proprio nome, marchio o altro segno distintivo, come pure chi rappresenta un fabbricante con sede all’estero. Ne derivano la prova della conformità, la sorveglianza dei rischi dopo la vendita e la comunicazione immediata all’organo di esecuzione di ogni rischio accertato.
Si possono vendere parti di carrozzeria non originali in Svizzera?
Solo se nessun design registrato le copre. Il diritto svizzero non conosce la clausola di riparazione, quindi il titolare di un design registrato può vietare fabbricazione, offerta, messa in circolazione, importazione, esportazione e transito, anche a scopi privati. Le parti puramente funzionali restano fuori dalla protezione, perché questa è esclusa quando le caratteristiche derivano esclusivamente dalla funzione tecnica.
Quale garanzia si applica ai ricambi venduti ai privati?
Le azioni per i difetti si prescrivono in due anni dalla consegna. Se la cosa è destinata all’uso personale o familiare del compratore e il venditore agisce a titolo professionale, è nulla ogni clausola che riduca il termine sotto i due anni, o sotto un anno per le cose usate. Il compratore deve verificare la merce e notificare i difetti senza indugio.
Fonti
- Ordinanza concernente l’approvazione del tipo di veicoli stradali (OATV, RS 741.511), art. 3, 4 e allegato 1
- Ufficio federale delle strade, approvazioni del tipo e organi di perizia riconosciuti
- Legge sulla sicurezza dei prodotti (LSPro, RS 930.11), art. 2, 3, 5 e 8
- Legge sul design (LDes, RS 232.12), art. 4, 5, 8 e 9
- Codice delle obbligazioni, art. 197, 201 e 210
- Segreteria di Stato dell’economia, soppressione dei dazi sui prodotti industriali
Conclusione
Un’azienda di ricambi in Svizzera non richiede autorizzazioni e non paga dazi, il che la rende ingannevolmente facile da avviare. Il lavoro sta nel catalogo: quali referenze richiedono un’attestazione, quali comportano un rischio di design, quali vi rendono produttori e che cosa promettono le vostre condizioni di vendita. Queste quattro domande decidono il margine e l’esposizione.
RISTER – Fiduciaria a Ginevra costituisce la vostra società nell’ambito del nostro servizio di creazione di società e cura poi amministrazione, contabilità, salari e fiscalità. Per parlarne, contattateci.



